Un Paradiso di Bugie

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La mia recensione del film in cui ho RECITATO
Titolo: Un paradiso di Bugie
Nazione:Italia
Anno:1996 (girato nel 1994)
Genere:Commedia
Durata:100'
Regia:Stefania Casini
Sceneggiatura:Filippo Ascione, Francesca Marciano, con la partecipazione di Stefania Casini

Cast:  Liv Ullmann Elena, la padrona della fattoria
Antonella Ponziani Anna
Claudio Amendola Sergio
Carlotta Daro' Nana'
Monica Scattini Martina
EmanueleVezzoli Stefano
Renato Pareti Marcello
Luciano Federico Marco
Luis Molteni Professore
Lucia Guzzardi Carmela
Peter Boom Acquirente Tedesco
Pietro Ghislandi Uomo Party
Raffaella Lebboroni Segretaria di Stefano
Mario Andrei un finanziere
Valentina Marietti compagna di classe di Nanà
Gianni Demartiis
Luis Molteni
Stefania Spugnini
Karin Proia
Paolo Buglioni
Mario Farese
Yoon Cometti Joyce compagno di scuola di Nanà     
Antonio Palombo

Produzione: Eurostar 1995
Produttore: Giuseppe Auriemma
Montaggio: Mauro Bonanni
Fotografia: Roberto Forza
Scenografia: Tonino Zera
Costumi: Gianna Gissi
Musiche: Gianfranco Fornaciari
Canzoni: Ligabue
Distribuzione: MEDUSA - 1996 - 20TH CENTURY FOX HOME ENTERTAINMENT

Al cinema: 1996-1997
In TV: Mercoledì 16 Maggio 2001- I bellissimi di Rete4, 22.30
In TV: Sabato 12 Giugno 2004 - CANALE5, 14.10

Trama
Su un'isoletta, Anna, giovane madre, gestisce una trattoria con la suocera Carmela e la figlia quindicenne Nanà. Quando Carmela muore, Anna accetta l'offerta di un ricco tedesco, vende il locale per un miliardo e si trasferisce a Milano con l'intento di cambiare vita. Compra una bella casa e poi, decisa ad entrare nel giro della gente che conta, si affida agli amici che d'estate frequentavano la sua trattoria, in primo luogo Stefano, bello e simpatico affarista, al quale affida i suoi soldi. Tutta presa dall'organizzazione della propria vita mondana, Anna non si accorge che Sergio, il portiere dello stabile, la guarda e l'aiuta con grande affetto. Lo capisce invece Nanà che diventa amica di Sergio e lo fa passare per il padre in occasioni di riunioni scolastiche. Anna è presa da Stefano, il quale, per tutta risposta, si dilegua con i soldi, lasciandola sul lastrico. Milano allora diventa ostile, tutto si fa difficile, Sergio potrebbe essere un punto sicuro, Anna lo accetta, ma poi ricompare Stefano. Sergio gli impedisce di rivedere Anna che ha una reazione rabbiosa. Anche Sergio allora si allontana. Ora Anna è davvero sola con la figlia. Così può finalmente ricominciare daccapo, senza più fantasie nella testa.

La mia recensione del film in cui ho RECITATO
Voto
Mediocre!
oraggioso film della brava regista valtellinese, ma manca una buona dose di spessore tecnico ed emotivo.
Il film recupera le atmosfere colorate e un pò ingenue della commedia anni Cinquanta, cercando di attualizzarla agli avvenimenti di oggi. Un gioco simpatico e brillante che in più punti coglie nel segno, quando descrive bene gli ambienti, sia quello dell'isola sia Milano, e mette alla berlina certi personaggi tutti esteriori e fatui della società contemporanea. Dal punto di vista pastorale va evidenziata le leggerezza complessiva dei comportamenti, della protagonista come degli altri, e il troppo facile cedimento alla banalità degli stereotipi e alle consuetudini correnti (il preservativo distribuito nelle scuole, l'assenza non curanza dell'aspetto "famiglia"...). Come spettacolo comunque leggero e che non tocca momenti sgradevoli o volgari, il film può essere programmato anche in giornate ordinarie, con una doverosa attenzione ai minori. Diversamente lo si può inserire in contesti relativi alla rapporto tra commedia e società italiana anni Novanta, al ruolo della donna, alla proposta di film italiani diretti da registe che parlano di problematiche femminili.

L'Unità, Michele Anselmi, 16 Aprile 1997
Con Un paradiso di bugie, la registascrittrice si cimenta con la cosiddetta commedia sofisticata, che non è quella americana di Howard Hawks bensì una variante della nostra. La ricetta? Poca volgarità, ritmi se possibile veloci, personaggi un po' sopra le righe, un occhio ai riti cretini di certa borghesia (carina la scena delle ricche "siure" che bruciano in piazza le loro pellicce) e l'altro al gioco universale dei sentimenti. Ma il soufflé purtroppo non si gonfia, pur partendo dall'idea, simpatica, di raccontare un rapporto madre-figlia a ruoli ribaltati: con la genitrice "eterna adolescente" (anzi tendente all'oca giuliva) e la ragazza assennata e politicamente agguerrita.

La Stampa, Alessandra Levantesi, 13 Aprile 1997
Esordiente nell'83 con "Lontano da dove", realizzato a quattro mani con Francesca Marciano, Stefania Casini torna alla regia con una commedia sentimentale di piccolo respiro, vagamente ispirata al modello hollywoodiano: dove, immancabilmente, a vincere sui valori fasulli del denaro e del successo sono le mozioni degli affetti e della fantasia.

Un paradiso di bugie
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Un paradiso di bugie
Fonti e link correlati:FilmUP.com - www.movieplayer.it - Facebookcondividi me


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